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DIOCESI
I Piatti della Quaresima
L’esperto
Massimo Salani (Istituto alberghiero «Matteotti» di Pisa): «Nei giorni di
astinenza, riscopriamo la ribollita». In sostituzione della carne, niente
anguilla o capitona, ma semmai, il pesce azzurro: «ne mangiava anche Santa Bona»
di Andrea Bernardini
I nostri antenati? «Digiunavano o si
astenevano dalle carni fino a centocinquanta giorni all’anno: in Avvento e in
Quaresima, prima della Pentecoste e di ogni festa mariana. Oggi non è facile
trovare nemmeno chi osserva il digiuno almeno il Mercoledì delle ceneri ed il
Venerdì Santo». Massimo Salani, 51 anni, sposato e padre di una figlia,
mantovano di origine e pisano di adozione, docente di religione e vicepreside
all’Istituto alberghiero Matteotti, ha studiato e scritto molto del rapporto
tra credenti e cibo. Portano la sua firma
«A tavola con le religioni» (Edizioni Dehoniane, Bologna) che tanto ha
fatto discutere alla sua uscita; «Il maestro di tavola» (della stessa casa
editrice), molto utilizzato in tutti gli istituti alberghieri e turistici
d’Italia e diverse altre pubblicazioni.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 28 febbraio 2010 )
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Benedizione delle Famiglie |
DIOCESI,
Benedizione delle Famiglie: la Chiesa a Domicilio
Single e famiglie, studenti e anziani, diffidenti e devoti a padre Pio,
immagini di santi e crocifissi appesi alle pareti, tra il gagliardetto della
squadra di calcio e le foto delle vacanze. La benedizione pasquale offre un
curioso spaccato della vita di un quartiere cittadino. All’arrivo del prete i
più «aprono» ancora il loro cuore
di Graziella Teta e Caterina Guidi
È il tardo pomeriggio
di un brumoso venerdì di febbraio. Don Luca Facchini, borsa a tracolla e
aspersorio in mano, si avvia per il quotidiano incontro con gli abitanti
dell’Unità Pastorale «Pisa Nova» (San Michele degli Scalzi e Sacra Famiglia). Come lui, in questo periodo tradizionalmente
dedicato alla visita e alla benedizione delle famiglie prima della Pasqua, i
sacerdoti delle parrocchie cittadine e della provincia dell’intera diocesi, si
mettono «in cammino»: suonano campanelli di case e condomini, bussano ad ogni
porta. Ma quante di quelle porte si aprono? Come sono accolti i preti? Come vivono
le famiglie questa Chiesa che arriva «a domicilio»? Per trovare risposte, il cronista a sua volta
ha bussato ad una parrocchia pisana, chiedendo di affiancare il sacerdote
impegnato nelle visite per le benedizioni. L’appuntamento è davanti alla canonica:
don Luca il vice parroco, uno dei numerosi laici che collaborano con la
parrocchia e accompagnano nelle visite (stavolta è il turno di Paola
Serraglini, catechista, insegnante neopensionata) e il cronista (in incognito).
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DIOCESI,
Ceneri: dal Segno al Cammino.
Con il Mercoledì delle Ceneri è iniziato il cammino quaresimale, cammino segnato da tradizioni millenarie che chiedono al credente di ogni tempo di rimettere la propria vita nella direzione di Cristo.
di Graziella Teta
Se
l’Avvento è per eccellenza il tempo che ci invita a sperare nel Dio che viene,
la Quaresima ci rinnova nella speranza in Colui che ci ha fatti passare dalla
morte alla vita. Entrambi sono tempi di purificazione - lo dice anche il colore
liturgico che hanno in comune - ma in modo speciale la Quaresima, tutta
orientata al mistero della Redenzione, è definita cammino di vera conversione».
Risuonano alte le parole dell’omelia di Papa Benedetto XVI pronunciata il
Mercoledì delle Ceneri di due anni fa, celebrando l’austero e antichissimo rito
dell’imposizione delle ceneri che caratterizza il primo giorno di Quaresima.
Periodo liturgico a carattere penitenziale in preparazione alla Pasqua, che
equivale per i cristiani ad un tempo privilegiato da vivere con consapevolezza,
che invita ad una sincera revisione della nostra vita alla luce degli
insegnamenti evangelici.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 21 febbraio 2010 )
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I Giovani: Zombie o sentimentalisti? |
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PISA,
Seminario S. Caterina
I Giovani: Zombie o sentimentalisti?
Continua il percorso formativo di Chi Ama Educa con l'intervento di Gigi Avanti
sul le emozioni dei teenager nel Pianeta Giovani.
di Andrea Bernardini
Apatici o
sentimentalisti? Individualisti o generosi? O forse un po’ l’uno e un po’
l’altro? I giovani di oggi non sono facilmente «inquadrabili»: sociologi,
psicologi, educatori dicono di loro tutto ed il contrario di tutto. Azione
cattolica, Scuola di formazione teologica e Centro pastorale per l’evangelizzazione
e la catechesi han chiamato Gigi Avanti, uno che di educazione se ne intende:
per tenere la quarta lezione della scuola per educatori «chi ama educa»
(giovedì 18 febbraio, ore 19-22.30 presso il Seminario Arcivescovile) e chiarirsi le idee
su come i giovani esprimono i loro sentimenti ed, in particolare, il più bello
dei sentimenti, l’affettività.
L’allarme
arriva dalle insegnanti delle scuole medie: molti «nostri» alunni - dicono -
vivono come zombie, incapaci di esprimere emozioni. Eravamo abituati a credere che
l’apatia fosse una caratteristica esclusiva degli adolescenti. E invece ci
risvegliamo venendo a sapere che ne soffrono anche i ragazzi più piccoli. Che
succede?
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 15 febbraio 2010 )
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Marzo 2010 |
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