Centro di Volontariato Operatori Pastorali Ospedalieri

Centro di Volontariato Operatori Pastorali Ospedalieri ODV

Presidente: DEMETRIO CUTRUPI

Piazza dell’Arcivescovado n.18 – 56126 Pisa
Tel. 338 144 5681
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È una Associazione di volontariato Onlus che opera nelle cappellanie ospedaliere presenti nella diocesi di Pisa. Gli operatori pastorali sono impegnati nell’assistenza quotidiana ai degenti e ai loro familiari.  

Il primo presidente dell'Associazione è stato Franco Mazzoldi, in carica dal 1998 al 2016, conducendone la presidenza fino all’attuale presidente, entrato in carica dall'aprile 2016.

L’Associazione è stata istituita nel 1996 dall’allora Arcivescovo di Pisa, Monsignor Alessandro Plotti e da Monsignor Giorgio Beconcini (Vicario della Pastorale Sanitaria della Diocesi di quel tempo), che presero la decisione di aprire le Cappellanie Ospedaliere ai laici (uno dei primi progetti di questo tipo in Italia). Fu un’iniziativa assolutamente nuova, poiché fino a quel momento erano stati solo i religiosi, generalmente i Padri Cappuccini, a gestire le Cappellanie Ospedaliere.                                

A seguito di tale apertura venne successivamente decisa l’opportunità di costituire un’associazione fra i volontari che operavano nelle Cappellanie. La decisione di costituirsi in un’Associazione di Volontariato è derivata anche dalla necessità di coprire i volontari con una polizza infortuni e di responsabilità civile durante il loro servizio nelle strutture ospedaliere.

Il Centro di Volontariato Operatori Pastorali Ospedalieri (CVOPO) è un’associazione iscritta, come ONLUS di diritto nel settore sociosanitario, nei registri delle associazioni di volontariato della Regione Toscana e della Provincia di Pisa.

Dal 1996 i volontari del CVOPO hanno incontrato un numero incalcolabile di pazienti, seguendo da vicino anche tutti i mutamenti del Servizio Sanitario e dell’organizzazione ospedaliera in diocesi.

Le Cappellanie ospedaliere presenti nella diocesi di Pisa e nelle quali operano i volontari dell'Associazione sono quattro: una al Nuovo Ospedale Santa Chiara di Cisanello in Pisa, una all’Ospedale Santa Chiara di Pisa, una all’Ospedale “Lotti” della Valdera di Pontedera ed una all’Ospedale Unico della Versilia. L’Ospedale Versilia in realtà rientra nella Diocesi di Lucca (sorge infatti al Lido di Camaiore); avendo incorporato i preesistenti nosocomi di Pietrasanta e Seravezza in diocesi di Pisa, e di Camaiore e Viareggio in diocesi di Lucca, fin dalla sua nascita fa anche parte dell’Arcidiocesi Pisana. Anche le strutture del CNR, dell’HOSPICE di via Garibaldi e delle RSA presenti in diocesi sono oggetto di attenzione da parte dei volontari dell'Associazione. Ugualmente oggetto di attenzione è anche la Cappellania dell’Ospedale “San Francesco” di Barga.

L’associazione ha un suo statuto e un suo atto costitutivo; i proventi consistono essenzialmente nelle quote associative e in erogazioni liberali. Come Onlus, usufruisce pure di donazioni derivanti dal 5 per mille. I proventi, oltre alla copertura delle spese dell’associazione, permettono anche di venire incontro ai pazienti più bisognosi.

L’associazione in questi anni è riuscita a coinvolgere tanti laici che affiancano sacerdoti, religiose e diaconi in questo servizio. Il servizio degli operatori pastorali è un servizio costante e continuo per tutto l'anno. Il servizio è così organizzato: ogni cappellania ha un suo programma giornaliero di visite ai pazienti, reparto per reparto. I volontari muniti di tesserino di riconoscimento visitano tutti i pazienti ricoverati; fanno un’opera di assistenza morale e religiosa, un servizio di vicinanza e di relazione umana nei confronti dei pazienti, anche al di là delle loro convinzioni religiose. L’associazione persegue il fine della solidarietà civile, sociale, culturale e di assistenza morale di tipo religioso. Questo non è un fatto esclusivo. I nostri Ospedali sono popolati oggi da persone di tutte le fedi, di tutte le provenienze e di tutte le convinzioni religiose. Gli operatori pastorali cercano di incontrare tutti, di dare a ciascuno una parola di conforto, in pieno rispetto dell’altro. Certo, le difficoltà a volte non mancano; ci vuole comunque sempre molto tatto e molta sensibilità.

I rapporti tra volontari e personale medico e paramedico sono ottimi. Le direzioni degli Ospedali permettono di svolgere tranquillamente il servizio dei volontari, considerandolo anzi, quasi un complemento alle cure mediche vere e proprie. Tante volte dottori ed infermieri raccomandano di avvicinare anche i familiari dei degenti, per ascoltarli e tranquillizzarli, visto che loro non hanno materialmente il tempo di occuparsene come vorrebbero.

Presso il Nuovo Ospedale Santa Chiara di Cisanello la direzione del nosocomio ha avviato un programma d’introduzione dei familiari dei pazienti nei reparti di terapia intensiva “aperti”, cioè dove i familiari possano trascorrere più tempo accanto ai loro congiunti. Il paziente anche se in stato di coma farmacologico o da trauma, pare che possa trarre giovamento dalla presenza dei suoi cari. Anche gli operatori pastorali possono entrare nei reparti di terapia intensiva per visitare i malati, ed essere quindi vicini ai familiari in questi momenti particolarmente difficili. Ugualmente una particolare attenzione ci vuole anche per i pazienti ricoverati nei reparti del Pronto Soccorso e per i loro familiari. Il trovarsi all’improvviso coinvolti in una situazione dolorosa comporta infatti ansia, timore, preoccupazione.

 

 

 

 

 

 

 

Tags: Pastorale sanitaria

   

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