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Home Il Patrono: San Ranieri Giubileo 2010

postheadericon Giubileo 2010

postheadericon Sussidio Liturgico per il Giubileo di San Ranieri

Sussidio Liturgico per le celebrazioni vicariali di San Ranieri

Comunicato della Cancelleria Arcivescovile sui Sussidi per la Catechesi e per le Celebrazioni Vicariali in occasione del Giubileo di San Ranieri preparato dal Servizio Diocesano per la Liturgia insieme al Cerimoniere Arcivescovile.

 

Avendo preparato insieme al Servizio Diocesano per la Liturgia il sussidio per le celebrazioni vicariali durante la pellegrinatio del Busto di San Ranieri per le Parrocchie, le Unità Pastorali e i Vicariati, comunico che in questi giorni abbiamo inviato a tutte le parrocchie una copia cartacea  e la copia digitale dei Sussidi per la Catechesi e per la Celebrazioni Vicariali. Dal Web Diocesano potete scaricare il file PDF e/o il file DOC, con i link qui riportati. Per maggiori informazioni e altro materiale disponibile visitate il Web Diocesano nelle pagine dedicate al Patrono San Ranieri.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 02 Agosto 2010 00:53)

 

postheadericon 17 Giugno 2010: Apre il Giubileo di San Ranieri

Un Anno dedicato al Santo Patrono

17 Giugno 2007 - 18 Giugno 2011: il giubileo per gli 850 anni dalla morte di San Ranieri. Tutte le principali iniziative dell’Anno giubilare di San Ranieri

 

ARCIDIOCESI

Vetrata di San RanieriUn anno di grazia sulle orme di San Ranieri. È quello che vivrà la gente della nostra diocesi fino al 18 giugno 2011, nel far memoria degli 850 anni dalla morte del santo patrono.

Un santo laico, figlio di mercanti e lui stesso avviato a questo mestiere; convertitosi in gioventù, fino a lasciare il suo patrimonio alla sorella e vestire l’abito del pellegrino penitente, con cui vivrà a lungo in Terra Santa; a Pisa tornerà negli ultimi anni di vita, già in odore di santità, e alla sua intercessione saranno attribuiti molti miracoli.

Un santo di cui pochi conoscono con esattezza la storia. E Renato Fucini non fece certo un bel servizio al patrono pisano, accreditando, in uno dei suoi sonetti in vernacolo pisano, la diceria secondo cui uno o più dita della mano di Ranieri fossero state tagliate da un «pizzicagnolo», che lo avrebbe scoperto nell’intento di sottrarre una forma di cacio (si rilegga il sonetto «San Ranieri Miraoloso» tra «Le poesie di Neri Tanfucio», scritto da Fucini nel 1870: Levato quer viziaccio di rubbare, San Ranieri è un gran santo di ’ve boni. Quando dianzi l’ho visto ’n sull’artare, Lo redi? m’è vienuto e’ luccioni...).

Ad onor del vero alcune falangi sono effettivamente mancanti, ma il motivo va ricercato nel fatto che furono asporate nel corso dei secoli, su disposizione dell’Arcivescovo e del Capitolo del Duomo, per soddisfare la pietà di tanti suoi devoti. Una, ad esempio, fu concessa il 6 febbraio del 1602 alla chiesa di Riparbella, che ancora la conserva gelosemente. «Forse come segno di riconoscimento - spiega Fabio Guerrini nel periodico “Il Campanile” - per l’ospitalità che il paese avrebbe dato all’arcivescovo Oddone della Sala che, tra il 1319 ed il 1322, non sententosi sicuro a Pisa per ragioni politiche, si sarebbe rifugiato prima a Montevaso e poi proprio a Riparbella». Mentre il compianto professor Silvano Burgalassi, nel «suo» «San Ranieri attraverso nove secoli di storia pisana» ricorda, citando documenti del Capitolo della Primaziale, come quello fosse stato un dono del canonico Domenico Sabini, fatto - col consenso dell’arcivescovo Antonio Dal Pozzo - «alla comunità et pieve del Castello di Riparbella nelle Maremme di Pisa diocesi nostra, come feudatari obbedienti alla mensa Archiepiscopale».

Ultimo aggiornamento (Giovedì 17 Giugno 2010 07:35)

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