Vicariato di Pontedera e Lungomonte
Pontedera ricorda Suor Ilaria Meoli
La città dì Pontedera ricorda suor Ilarìa Meolì
A cinque anni dalla morte, Augusto Stefanini racconta gli eventi di Pontedera per ricordare Suor Ilaria, nata e cresciuta nella cittĂ della Piaggio.
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Suor Ilaria Meoli, cresciuta a Pontedera, studentessa universitaria a Pisa, si trasferisce a Torino dove matura la sua vocazione alla vita consacrata tra le suore carmelitane di santa Teresa. Prosegue con successo il suo percorso di studi, raggiungendo la laurea in medicina e la specializzazione in infettivologia. La sua sensibilitĂ missionaria la porta poi ad interessarsi delle popolazioni piĂą svantaggiate fino a ipotizzare la costruzione di un ospedale nella Repubblica Centrafricana.
Quell'opera suor Ilaria riuscì ad avviarla a Bossemptelè, coinvolgendo intorno al suo progetto l'amministrazione comunale di Pontedera, così come la Conferenza Episcopale Italiana, i suoi ex docenti universitari, così come i suoi amici di gioventù. Ma non ha potuto vederla inaugurata essendo morta, a soli 37 anni di età , a seguito di un incidente stradale mentre in auto faceva ritorno alla sua missione. L'ospedale, intitolato a Giovanni Paolo II, ha iniziato la sua attività grazie alla presenza di alcune suore carmelitane e di alcuni padri camilliani. Il primo ambulatorio operativo è stato intitolato proprio a lei, suor Ilaria Meoli.
Come detto, per ricordarla, la famiglia e l'associazione «Noi per l'Africa e il mondo» che si fa carico di portare avanti i progetti di suor Ilaria, estendendoli anche ad altri paesi poveri del mondo, hanno organizzato una serie di eventi che hanno visto una grande partecipazione dei Pontederesi.
Il concerto musicale e canoro dei ragazzi delle scuole di musica di Pontedera, lo scorso 3 Marzo, il 10 marzo nella sala Carpi in via Valtriani l’incontro-conferenza sul tema «Ero forestiero e mi avete ospitato». Intervengono suor Albertina Maria Pauletti, impegnata nel progetto Mujeres-donne migranti in Costa Rica, la dottoressa Grazia Macchieraldo del progetto ConCura di Milano e suor Clemance Bitassa, carmelitana, che fornirà una personale testimonianza su suor Ilaria. Infine la scorsa domenica 11 marzo la Messa solenne nella chiesa del Sacro Cuore di Pontedera, la parrocchia di suor Ilaria.
La Chiesa di San Giuseppe in Festa
I cinquant’anni della chiesa di S. Giuseppe
Nel 1958 la posa della prima pietra, presenti le autorità civili e l’allora proposto di Pontedera, Mons. Mario Bernardini. Emiliano Tognetti ci racconta le celebrazioni nella Chiesa del quartiere di Oltrera.
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Pontedera, Parrocchia di San Giuseppe - 19 Marzo 2012
Cinquant'anni fa S.E. Mons. Ugo Camozzo, consacrava la chiesa di San Giuseppe in Pontedera. Nel quartiere dell'Oltrera, una chiesa già esisteva dal 1680. Ne restano ancor oggi poche tracce architettoniche sul ponte sull'Era. Nel 1759 vi fu collocata l'immagine della Madonna del Divino Aiuto, tuttora presente nella chiesa nuova. Il progetto di costruzione dell'edificio venne affidato all'architetto Ferdinando Rossi di Firenze, allora sovrintendente all'Opificio delle Pietre dure. Nel 1958 la posa della prima pietra, presenti le autorità civili e l'allora proposto di Pontedera Mons. Mario Bernardini. La chiesa fu aperta al culto il 19 marzo del 1960, festa di San Giuseppe. Primo parroco: don Vasco Giuseppe Bertelli, oggi arcivescovo emerito di Volterra. Dopo di lui fece il suo ingresso in San Giuseppe, nel 1968, don Enzo Lucchesini, attuale vicario generale della diocesi, che qui rimase fino al 1985. Per due anni, fu parroco don Antonio Bianchin, che come il suo predecessore don Bertelli, divenne vescovo di Vannida e ricoprì l'incarico di assistente nazionale dell'Azione Cattolica. Infine don Giulio Giannini, parroco di San Giuseppe dal 1987 fino ad oggi.
Oggi la parrocchia attraversa un grande rinnovamento spirituale. Nel corso degli anni ha raggiunto la presenza di seimila anime residenti e diversi giovani che qui sono nati, sono entrati in seminario ed hanno preso la decisione di diventare sacerdoti. Tra gli altri ricordiamo Alessandro Pretini, attualmente frate nel convento francescano di Pistoia e don Federico Franchi, che lo scorso 8 dicembre ha solennemente ricevuto dalle mani dell'arcivescovo il diaconato, primo gradino della consacrazione sacerdotale.
I festeggiamenti più solenni per quest'anniversario sono iniziati sabato 10 marzo, alle ore 21.30, con il concerto del St. Jacob's Choir, diretto da Massimo Bracci. Domenica. Sono proseguiti l’11 marzo alle ore 11,30 con la solenne concelebrazione presieduta da S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa - presenti le autorità civili: animerà la funzione la corale «Città di Pontedera». Sabato 17 marzo dalle ore 17, processione solenne per le vie della città , cui seguirà la Messa presieduta da don Roberto Fontana, pievano di Calcinaia e vicario foraneo. A chiudere in maniera solenne i festeggiamenti per i 50 anni della consacrazione, lunedì 19 marzo, solennità di San Giuseppe, alle ore 18, la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Luigi Marruca, vescovo di Civitavecchia e Tarquinia e concelebrata da tutti i sacerdoti che in questi anni hanno prestato servizio nella parrocchia, i parroci delle chiese del vicariato, quelli nativi di Pontedera ed amici.
Il Palio di Buti torna alla Pievania
Il palio di Buti torna alla Pievania
La contrada del centro del paese non vinceva ormai da sedici anni. Vigilia «animata»: due cavalli non sono stati autorizzati a correre la gara. Polemiche per una squalifica in batteria. Ma alla fine ha prevalso il buonsenso dei contradaioli
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Buti, Domenica 22 Gennaio
Domenica 22 gennaio alle 17.20, e quindi senza l'incubo del buio, è calato il sipario sul palio delle contrade di Buti2012. I giorni antecedenti la corsa sono stati molto concitati. Durante le visite preventive due cavalli sono stati considerati non idonei. Le commissioni tecniche di S. Nicolao e S. Francesco hanno vissuto momenti frenetici alla ricerca di nuovi cavalli competitivi. Poi, il sabato della vigilia, è stata vera festa. I fantini sono stati presentati in piazza prima della tradizionale cena in contrada a base di trippa. Tifo alle stelle e tante speranze di vittoria per tutti. La mattina della festa dedicata a S. Antonio Abate, Messa molto partecipata presieduta dal nostro Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto con benedizione dei tradizionali «panini di S. Antonio» e dei tanti i cavalli presenti: più di cinquanta. Poi le corse. Sul percorso c'era una grande folla in una giornata ideale con un tiepido sole.
Le tre batterie e la finale hanno riservato molti colpi di scena. Una caduta senza gravi conseguenze di un fantino, Manolo Filippini de La Croce nella prima batteria. Un’avvincente batteria dei recuperi vinta da S. Rocco sulla contrada “nemica” San Nicolao. La contrada vincitrice è stata, però, squalificata per una frustata data dal suo fantino Stefano Lobina al cavallo di San Nicolao. Sit-in di protesta nella zona della mossa dei contradaioli bianco-rosso che per qualsiasi un’ora ha fatto temere di non finire il Palio per il secondo consecutivo.
Poi tutto è rientrato grazie al lavoro di mediazione dei responsabili dell'organizzazione, di polizia e carabinieri. Un gesto di grande responsabilità da parte del giovane capo contrada di S. Rocco Fabio Palamidessi. Il Cencio 2012, dipinto dalla pittrice Raffaella Maria Sateriale, è andato con merito alla contrada Pievania il cui fantino Andrea Chessa ha capito i tempi della mossa e sia in batteria che in finale non ha avuto avversati. Bella soddisfazione per il popolo bianco-celeste, capitanato da Riccardo Serafini, a digiuno di vittorie da ben sedici anni. Cristiano Profeti, presidente del comitato organizzatore, stanco ma felice ha ringraziato tutti per questa bella edizione 2012 della Festa di S. Antonio Abate.
La Conferenza delle ACLI Pontederesi
Conferenza delle ACLI: Famiglia, Lavoro e Integrazione
Augusto Stefanini ci racconta la settimana di eventi legati alla Conferenza delle ACLI nel Pontederese
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Pontedera, Gennaio 2012
Con un pressante invito a ritrovare il senso di comunitĂ , a cercare la rotta giusta e, una volta individuata, a tenere saldo il timone, l'Arcivescovo di Pisa S. E. Mons. Giovanni Paolo Benotto ha concluso il suo articolato intervento al Convegno promosso dalle ACLI, svoltosi nell'Auditorium del Museo Piaggio a Pontedera. Una settimana di eventi che hanno affrontato i temi della Famiglia e del Lavoro, proprio con l'intervento dell'Arcivescovo e quelli dell'integrazione, della giustizia e della pace con la presentazione del libro "I Rom di via Rubattino: una scuola si solidarietĂ " nella Sala Carpi e con l'incontro su Bohnoeffer tenuto da Don Roberto Filippini e la Dott. Silvia Nannipieri nel "giorno della memoria" nella Sala Dino Carlesi.
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La Parrocchia del Romito in festa
Romito, una comunitĂ in crescita
La comunitĂ del Romito in festa per i 10 anni della costruzione della Chiesa, inaugurato il Nuovo piazzale.
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Romito di Pontedera, 23 dicembre 2011
Storia di una comunità tenace e della sua chiesa, attraverso oltre mezzo secolo. Era la mattina di Natale del 1960: don Vasco Giuseppe Bertelli celebrò per la prima volta la messa nella località chiamata «Tiro al volo», che faceva parte della parrocchia San Giuseppe di Pontedera. L'altare era stato allestito in un piccolo locale a fianco della stalla, dove accorsero con gioia i fedeli; stavano stretti stretti e pareva di essere a Betlemme, con il muggito delle mucche di sottofondo. Da quella chiesetta rustica, nell'estate del '66, si passò ad una prefabbricata: l'8 dicembre l'allora arcivescovo di Pisa Ugo Camozzo elesse la nuova parrocchia dedicata a Santa Maria Madre della Chiesa. Ai fedeli pareva una cattedrale. Don Giulio Giannini ne divenne parroco nel '67, cui succedettero don Gino Antonioli prima e don Carlo Campinotti poi. Alla fine degli anni Ottanta il progetto per la costruzione della strada di grande comunicazione Fi-Pi-Li prevedeva l'abbattimento del prefabbricato. Il primo settembre del 1990 vi si celebrò l'ultima messa e tre giorni dopo le ruspe demolirono la chiesa in meno di un'ora. La comunità de «Il Romito», così è stata poi chiamata la frazione pontederese, resiste ai disagi e intanto si costruiscono prima l'oratorio, terminato nel 1992, dove per anni si svolgono le attività liturgiche oltre al catechismo, poi finalmente la nuova chiesa, consacrata il 23 dicembre 2001 dall'allora arcivescovo di Pisa Alessandro Plotti.
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