"Per una catechesi adulta"
L'Intervento dell'Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto al Convegno dei Catechisti:
Pisa, Chiesa di San Francesco
Il tema del nostro incontro porta un titolo «…per una catechesi adulta…» che, credo, ha bisogno di qualche parola di commento: La “catechesi”, lo sappiamo, è quel cammino e processo di crescita e di maturazione nella fede per chi, in qualche modo, ha già ricevuto il primo annuncio, ha accolto il dono della fede che viene dall’alto e deve essere accompagnato, o chiede di essere accompagnato, verso la piena realizzazione della propria maturità cristiana, perché la statura del cristiano possa assomigliare il più possibile alla statura stessa di Cristo Gesù. L’altra parola: “adulta”, “adulto”… Ma chi è adulto? Si può definire chi è maggiorenne; oggi colui che ha compiuto 18 anni è maggiorenne, ma “chi è adulto?” E, soprattutto, nell’ottica cristiana, nell’ottica di un cammino di fede, chi è veramente “adulto”? Credo che potremmo dire che: è adulto chi ha conosciuto pienamente e personalmente il Signore, si è radicato in Lui, si è edificato su di Lui progressivamente in una cammino di costruzione della propria personalità cristiana, partecipa alla vita stessa del Signore e, per la forza della Parola di Dio, per la Grazia dei sacramenti che celebra e vive, per la Comunione (e quando dico “Comunione” ovviamente dico anche “Carità”) che – in Cristo – vive con tutti gli altri membri della Chiesa, diventa progressivamente sempre più immagine credibile e fedele di Gesù. L’adulto nella fede – credo – è tutto questo! Per cui lo scopo della vita di fede di un cristiano, è raggiungere la statura della maturità di Cristo. Infatti, quanto più mi identifico con questa statura della maturità di Cristo, tanto più posso essere definito “adulto nella fede”. Tutto ciò ritengo fondamentale metterlo come premessa, altrimenti si rischia di parlare, forse, di cose diverse. Allora, quando si parla di una “catechesi adulta”, cosa si intende?